IMPORTANTI i controlli di un ortodontista per assicurare il corretto sviluppo della bocca e della masticazione. Intervista al dottor Gualtiero Mandelli di Sanimed

L’ortodonzia specialistica si occupa della prevenzione e della cura delle malocclusioni dentarie e delle anomalie scheletriche facciali con lo scopo di ottenere un’armonia funzionale ed estetica nel rispetto delle caratteristiche biotipologiche del paziente.

Sono importanti, in quest’ottica, i dentini da latte?

“Certamente”.

I denti da latte, soprattutto quelli posteriori, sono fondamentali per un corretto sviluppo della dentizione. Sono infatti responsabili del mantenimento degli spazi per i futuri denti permanenti”.

Ci sono allora accorgimenti importanti da osservare nella prima infanzia?

“La pulizia orale deve cominciare quando il neonato ha anche un solo dente in bocca – afferma il dottor Mandelli -. Basta strofinare leggermente una garza sulle gengive almeno due volte al giorno. Quando poi sono spuntati gli incisivi si può passare dalla garza a un piccolo spazzolino con testa dritta, smussata e setole morbide. Per i primi tempi, sarà il genitore a eseguire gli spazzolamenti. Poi, quando il bambino si avvicina ai due anni può essere invogliato a usare lo spazzolino da solo. Comunque, è sempre necessario spazzolare i denti tre volte al giorno”.

Ma allora, ciuccio sì o ciuccio no?

“È un riflesso naturale congenito che non deve essere frustrato – dice il dottor Mandelli -, anche se sarebbe meglio toglierlo tra i due e i tre anni” per evitare anomalie di sviluppo delle ossa mascellari.

E il biberon? “Un altro sì, anche se  è sconsigliato lasciare dormire il bimbo attaccato al biberon. Il latte, infatti, o altro liquido dolce che cola in bocca, favorisce l’insorgenza della carie. Nei bimbi con quest’abitudine, infatti, la carie è molto diffusa: si parla appunto di “carie da biberon”.

Ma, se l’igiene è così importante, cosa dire allora delle cattive abitudini che riguardano la bocca?

“Le abitudini ‘viziate’ sono anomalie che coinvolgono i muscoli della bocca e possono causare importanti malocclusioni.  Nella prima infanzia, la più pericolosa e più difficile da interrompere è la suzione del pollice:

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il pediatra e il dentista devono perciò impegnarsi assieme ai genitori nel difficile compito di aiutare il bambino a smettere – spiega il dottor Gualtiero Mandelli -. Un’altra cattiva abitudine è spingere la lingua contro i denti: uno dei vizi muscolari più difficili da correggere. Osservate il vostro bambino: se ha l’abitudine di protrudere la lingua ogni volta che deglutisce, vedrete comparire la lingua in avanti tra i denti superiori e inferiori”.

Qual è l’età consigliata per la prima visita dall’ortodontista?

“Se il pediatra non dà indicazioni specifiche prima, è buona norma portare il bambino dall’ortodontista intorno ai 5-6 anni, proseguendo poi con controlli ogni 6 mesi”.

E, se occorre, quando si deve mettere l’apparecchio?

“Non esiste l’età migliore per curare una malocclusione. Come regola generale è comunque consigliabile correggere i difetti che coinvolgono le ossa della faccia il più precocemente possibile, soprattutto durante il periodo di sviluppo delle ossa mascellari.

5-6-7Per quanto riguarda invece i problemi di allineamento dentario, è più opportuno intervenire quando il paziente, diventato adolescente, ha tutti i denti permanenti”.

8-9-10Questo significa che l’ortodonzia può essere applicata anche al soggetto adulto?

“Certamente sì. Se le condizioni di salute del cavo orale lo consentono, non esistono limiti di età al trattamento ortodontico. E a maggior ragione oggi che, grazie alle nuove tecniche di ortodonzia fissa, possiamo utilizzare forze più biologiche per ottenere gli spostamenti dentari necessari”.

Maurizio Maria Fossati